Ius soli, bagarre in Senato, Fedeli finisce in infermeria

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Le protesta della Lega - I senatori della Lega protestano contro la decisione di incardinare subito il ddl sullo ius soli in Aula, arrivando verso i banchi del governo con un cartello con la scritta "No allo Ius soli" e il presidente del Senato Pietro Grasso espelle dall'emiciclo Raffaele Volpi, mentre il capogruppo Gianmarco Centinaio che si è seduto accanto alla ministra Fedeli viene allontanato di peso dai commessi. Eppure il dibattito sulla legge che vuole facilitare il percorso per la cittadinanza italiana ai figli di immigrati nati in Italia o che in Italia hanno frequentato le scuole, si è trasformato in una rissa, con i senatori del Carroccio che hanno provato ad occupare i banchi del governo. "Non mi interessa modificare questa legge - ribadisce Centinaio - nemmeno la leggo, se dovessi presentare un emendamento è soppressivo dell'intera legge". "E' chiaro che un tale atteggiamento aggressivo e un ostruzionismo strumentale di questo livello puo' essere superato solo attraverso il voto di fiducia". In piazza anche i militanti di Forza Nuova per una manifestazione non autorizzata: alla fine i fermati e denunciati sono stati 64.

Non parte sotto i miglior auspici la discussione in Senato della legge sullo ius soli, il testo che prevede tra l'altro il diritto di cittadinanza per i minori stranieri nati sul suolo italiano e che abbiano completato almeno un ciclo di studi. Pronta la reazione degli assistenti parlamentari che a fatica hanno riportato l'ordine in Aula. Nel merito del provvedimento, ha spiegato in aula il capogruppo del Pd Luigi Zanda, "non parliamo solo di dare cittadinanza a bambini che sono nati in Italia, ma a ragazzi che hanno vissuto in Italia, hanno studiato in Italia, sono cresciuti in Italia". Per il capogruppo leghista al Senato "in quest'aula la democrazie lascia il tempo che trova, va in base a come si sveglia Grasso". Eccola: "Fino a quando erano uno o due ho resistito, poi sono arrivati in sette", tra cui commessi, "e non ce l'ho più fatta". In infermeria finisce anche la ministra Fedeli, che invece i banchi del governo occupava legittimamente.

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"Sto bene, grazie a tutte e a tutti. Non saranno i tentativi di sopraffazione a fermare una battaglia di civiltà come lo ius soli", twitterà per rassicurare, dopo aver ricevuto la solidarietà di Matteo Renzi. La Caritas, con il responsabile immigrazione Oliviero Fori, dai microfoni di Radio Vaticana, ha affermato di non capire i motivi dell'astensione dei Cinque Stelle su una "questione contingente, importante sulla quale chiediamo comunque che ci sia un posizionamento".

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