Carrie Fisher: rivelate le cause della morte dell'attrice

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Questo è quanto ha pubblicato venerdì il medico legale di Los Angeles.Il breve comunicato ricorda che l'attrice faceva anche uso di stupefacenti e che aveva una malattia cardiaca.

Mia madre ha lottato tutta la vita contro la tossicodipendenza e le malattie mentali. Realisticamente la sua morte non ci ha sorpreso così come non mi sorprende sapere che la sua salute sia stata influenzata dai medicinali" e, proprio sui farmaci e sull'operato dei medici che li prescrissero, continua "Volete sapere cosa l'ha uccisa?

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Anche in questo caso si è reso necessario l'intervento di alcuni raccattapalle che hanno rimosso i foglietti. Italia Under 21 , buona la prima: 2-0!

Carrie Fisher, nota per aver interpretato l'indimenticabile Principessa Leia nella saga cinematografica "Star Wars", era scomparsa lo scorso 27 Dicembre, cinque giorni dopo un arresto cardiaco durante un volo da Londra a Los Angeles. Carrie era affetta da una Sindrome delle apnee nel sonno, da arteriosclerosi e l'uso di medicinali nel suo caso è stato fatale. Non una sola causa dunque, ma molteplici fattori scatenanti che hanno portato al tragico epilogo; rimangono tuttora incerti la tempistica e le esatte modalità del decesso. Il fratello dell'attrice, Todd Fisher, non si è mostrato sorpreso nell'apprendere i risultati del coroner ed ha sottolineato come la famiglia Fisher ha espressamente negato l'intervento di un investigatore del coroner per approfondire le cause della morte dell'attrice 60enne.

"In tutta la sua carriera" ha ancora aggiunto la ragazza "ha sempre cercato di evidenziare e parlare apertamente di tutti gli stigmi sociali che circondano le malattie mentali". Conosco mia madre, so che vorrebbe che la sua morte avesse un senso e incoraggiasse le persone a lottare per ciò in cui si crede. Cercate aiuto, combattete affinché siano stanziati fondi governativi per programmi dedicati alla malattia mentale. La vergogna e lo stigma sociale sono i nemici del progresso verso la soluzione e, infine, la cura. "Ti voglio bene, mamma". Un disturbo della personalità diagnosticatole a soli 24 anni, quando l'attrice oltre ai problemi psichici era già dipendente dalle droghe, tanto da finire in overdose a 28 anni.

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